Licenziamento per giustificato motivo oggettivo 

Licenziamento per soppressione del nuovo ufficio cui il lavoratore sia stato appena (strumentalmente) adibito

Mediante la recentissima pronuncia n. 1262 del 23/01/2015 la Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un lavoratore che, dopo essere stato assegnato al nuovo ufficio marketing aziendale a luglio 2003 è stato lasciato dal datore in condizioni di forzata inattività sino al successivo mese di settembre, per essere quindi licenziato in ragione della sopravvenuta soppressione dell'ufficio stesso.

In giudizio l'ex-dipendente aveva impugnato il licenziamento e fatto valere tanto il demansionamento subito quanto il ritenuto mobbing.

La Suprema Corte, pur dando atto dell'effettività del demansionamento, ha ribadito che lo stesso (cui si aggiungevano alcune illegittime trattenute in busta paga) non vale ad integrare il fenomeno del mobbing, presupponente a) una serie di comportamenti di carattere persecutorio - illeciti o anche leciti se considerati singolarmente - che, con intento vessatorio, siano posti in essere contro la vittima in modo sistematico e prolungato nel tempo, direttamente da parte del datore di lavoro o di un suo preposto o anche da parte di altri dipendenti, sottoposti al potere direttivo dei primi; b) l’evento lesivo della salute, della personalità e/o della dignità del dipendente; c) il nesso di causalità tra le descritte condotte e il pregiudizio subito; d) l’intento persecutorio unificante di tutti i comportamenti lesivi. 

A nostro avviso, tuttavia, la pronuncia in commento merita attenzione per un altra e diversa considerazione, riguardante le peculiari circostanze che hanno condotto all'interruzione unilaterale del rapporto di lavoro da parte dell'azienda.

Secondo la Sezione Lavoro della Corte di legittimità, infatti, "La Corte territoriale ha erroneamente ritenuto di doversi limitare ad una verifica meramente formale dell’avvenuta soppressione del nuovo Ufficio Marketing ed ha omesso di sottoporre al doveroso vaglio giurisdizionale la mancanza di idonei mezzi di lavoro a disposizione dell’odierno ricorrente principale, unitamente al rilievo che il nuovo ufficio era stato costituito nel luglio 2003, cioè appena due mesi prima di essere soppresso e che L.A. aveva patito una dequalificazione professionale già a partire dal 1°.11.02 (circostanze che si leggono nella sentenza impugnata): si trattava di elementi presuntivi potenzialmente sintomatici del fatto che il nuovo ufficio fosse stato creato non affinché funzionasse, ma solo per poterlo chiudere poco dopo avervi adibito il lavoratore". "Sul punto" - si legge infine - "è mancato qualunque apprezzamento che confermasse od escludesse il lamentato carattere strumentale della creazione e della successiva soppressione di tale nuovo ufficio e della mancata predisposizione in esso dei relativi mezzi di lavoro".

In sintesi, pur nel rispetto dell'insindacabilità delle valutazioni imprenditoriali riguardanti l'organizzazione e lo svolgimento dell'attività economica esercitata, il Giudice può e deve esaminare tutte le circostanze emerse in giudizio onde verificare l'effettività e la non pretestuosità delle ragioni addotte dal datore di lavoro a supporto del licenziamento adottato. 

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