Dimissioni della lavoratrice madre o del lavoratore padre

Ministero del Lavoro: padre e madre possono dimettersi senza preavviso durante il primo anno di vita del bambino. 

Mediante interpello del 7 novembre 2014 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha fatto chiarezza sulle modalità con cui la lavoratrice madre e il lavoratore padre possono rassegnare le proprie dimissioni.

L'A.R.I.S. (Associazione Religiosa Istituti Socio-Sanitari) aveva domandato al Ministero, mediante istanza di interpello, un chiarimento in merito alla corretta interpretazione dell'art. 55 comma 5° del d.lgs. 151/2001, il quale regola le dimissioni del lavoratore/lavoratrice successivamente alla nascita del figlio.

Il dubbio era sorto in considerazione del fatto che la norma da lato disciplina le dimissioni rese nel primo anno di vita del bambino, stabilendo che la lavoratrice madre e il lavoratore padre (anche in caso di adozione o affidamento) ha diritto alle indennità previste da disposizioni di legge e contrattuali per il caso di licenziamento, dall'altro subordina a convalida la risoluzione consensuale del rapporto e le dimissioni rassegnate dalla lavoratrice in stato di gravidanza e sino a tre anni dalla nascita del figlio.

Il successivo 5° comma, tuttavia, consente al lavoratore e alla lavoratrice di dimettersi senza rispettare l'ordinario periodo di preavviso senza in alcun modo specificare se ci si riferisca alle dimissioni presentate durante il primo anno o nei tre anni dalla nascita del figlio.

Nel prendere in esame l'interrogativo sollevato dall'associazione datoriale istante, il Ministero ha concluso che la previsione in questione debba intendersi "evidentemente riferita all’ipotesi di dimissioni presentate nel periodo in cui sussiste il divieto di licenziamento, e cioè fino al compimento di un anno di età del bambino".

Tralasciando ogni considerazione sulla persuasività o meno delle argomentazioni addotte, vale in ogni caso sottolineare come tale interpretazione abbia valore vincolante esclusivamente per il personale ispettivo, non invece per l'Autorità Giudiziaria, che ben potrebbe - in astratto - discostarsi dall'orientamento manifestato dal Ministero.

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