Processo del Lavoro

IN MATERIA DI OMISSIONE CONTRIBUTIVA E' AMMISSIBILE LA CONDANNA DEL DATORE AL VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI IN FAVORE DELL'INPS SOLO SE QUEST'ULTIMA SIA STATA CHIAMATA IN CAUSA.

Innovando rispetto ad un consolidato orientamento giurisprudenziale, la recentissima sentenza della Corte di CassazioneSezione Lavoron. 19398 depositata il 15 settembre 2014 ha affermato che, in caso di omissione contributiva, la partecipazione dell’ente previdenziale al giudizio instaurato dal lavoratore nei confronti del datore di lavoro costituisce condizione di ammissibilità all’accoglimento della domanda di condanna del datore di lavoro al pagamento dei contributi all’ente medesimo, atteso il carattere eccezionale, che richiede una espressa previsione, della condanna a favore del terzo.

Ha infatti affermato la Suprema Corte che, nonostante l'interesse del lavoratore al versamento dei contributi e il diritto di credito dell'ente previdenziale traggano origine dallo stesso fatto (la sussistenza del rapporto di lavoro), le due posizioni soggettive devono considerarsi distinte.

Pertanto, il lavoratore ha il diritto - riconosciuto dall'ordinamento - di chiamare in causa il datore di lavoro e l'ente previdenziale convenendoli entrambi in giudizio al fine di accertare l'obbligo contributivo del primo e sentirlo condannare al versamento dei contributi (che sia ancora possibile giuridicamente) nei confronti del secondo, a valere sulla sua posizione contributiva, così impedendo il verificarsi di un danno nei suoi confronti.

Viceversa è esclusa la possibilità per il lavoratore di agire per ottenere una condanna del datore al pagamento dei contributi nei confronti dell'INPS. Infatti, di regola il processo deve svolgersi tra tutti coloro che sono parti del rapporto sostanziale dedotto, e il provvedimento che definisce il processo fa stato solo nei confronti delle parti e loro aventi causa, mentre solo in alcuni casi eccezionali (ne sono un esempio, nella materia del lavoro, le due condanne in favore di terzo previste dall'art. 18 stat. lav. in materia di licenziamenti illegittimi) è ammessa una pronuncia in favore di terzo.

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